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Case di riposo, RSA e case di cura: la guida per un'illuminazione corretta

Da: Martina - Categoria: L'Arte di Illuminare

Gli effetti benefici dell’illuminazione sulle persone sono molteplici, dal miglioramento dell’umore alla maggiore produttività.

In questo articolo vorremmo portare l’attenzione sul benessere di chi non può scegliere dove stare e creare il proprio scenario ideale.

Per questo possiamo prendere in esempio cosa accade nelle case di cura, negli ospedali e nei luoghi dove insieme alle soluzioni progettuali bisogna tener conto del rapporto umano e del benessere del paziente.

Illuminare in base alle necessità - luce per salute e cura

A questo proposito, la combinazione di illuminazione e design progettato su bisogni concreti ricopre un ruolo chiave.

La luce è sempre stata fondamentale per lo sviluppo dell'uomo, e oggi è più importante che mai, integrata ai progetti architettonici già nelle fasi preliminari.

La luce non è solo un numero o un valore calcolato dalle normative, ma un elemento pensato pensando alle esigenze personali di chi dovrà vivere gli spazi illuminati.

A tal fine, viene adottato un approccio "orientato alle persone" (Human Centric).

professionisti del settore dell'illuminazione devono dimostrare che i progetti di design possono raggiungere risultati eccellenti ma mantenendo sempre i vincoli di budget stabiliti. 

Da prendere come esempio qui sotto portiamo l'immagine del 'Centro per la cura del cancro' che si trova ad Amsterdam e il loro recente redesign.

Ancora oggi non viene conferita la giusta importanza all’illuminazione nei luoghi di cura, a partire dalle case di riposo fino ad arrivare agli ospedali.

Da sempre, si è prestato solo un minimo di attenzione solo ai reparti maternità o alla pediatria, vedi l’esempio “L’isola di Margherita” presso il Regina Margherita di Torino e l'ospedale per bambini "Nicklaus Children's Hospital" in Florida dove invece il design regna sovrano.

Nicklaus Children's Hospital (sopra) e L'isola di Margherita (sotto)

Gli errori fatti fin'ora

Come professionisti del settore, notiamo che nella maggior parte dei casi nelle RSA non si tiene conto del benessere psicofisico dell’utente.

L’aspetto principale su cui dovrebbero basarsi i concept progettuali per questi ambienti, sia in termini di arredo che d’illuminazione, è quello del “sentirsi a casa”, ma solo in pochi casi è così.

La luce, come appare evidente, è un elemento che può generare benessere, ma solo se la soluzione adottata è frutto di accurate logiche di progetto.

Non prerogativa quindi delle logiche commerciali volte al risparmio di cui si diceva sopra: in questo modo non è forse come risparmiare sulla salute dei degenti?

Questi luoghi sono ridotti comunemente a ruolo di luoghi asettici; gli ambienti dedicati alle attività collettive o i salottini quindi non presentano una distribuzione armoniosa degli spazi.

L’illuminazione si risolve spesso con pannelli LED 60×60 caratterizzati perlopiù da una luce diffusa di pessima qualità, bassa resa cromatica e con temperatura di colore elevata.

In una casa di cura, ad esempio, sarebbe invece più incisivo poter dare la possibilità all’anziano di scegliere se sprofondare comodamente sulla poltrona vicino alla lampada da terra per la lettura, oppure sedersi sul tavolino illuminato da una sospensione per fare una partita a carte, o se posizionare la sua sedia a rotelle vicino alla finestra per osservare l’esterno, oppure se rimanere nella penombra per vedere la tv, esattamente come a casa.

Ai pazienti però non è permesso di scegliere, sono costretti a permanere, magari assieme ai parenti, in stanze comuni o nelle camere di degenza sotto una luce uniforme con elevati livelli d’illuminamento, dove vien meno ogni senso di privacy e quel “sentirsi a casa” che si menzionava più sopra.

Luce per generare comfort

Ma in che modo la luce può aiutare a rendere più umani questi ambienti? La risposta risiede ancora una volta in una progettazione della luce con una visione completa, che parte da semplici nozioni compositive, fino ad arrivare alle ultime ricerche sulla relazione tra luce e wellbeing.

Gli strumenti ci sono, la tecnologia ha oggi possibilità inimmaginabili, la ricerca va oltre l’aspetto percettivo, fino ad arrivare alle più moderne analisi sui modi in cui la luce influenza i ritmi circadiani.

Design della luce nelle case di cura per anziani, tenendo conto dell'andamento dei ritmi circadiani - prof. M.Rossi Politecnico di Milano

La luce colorata può influire sullo stato d’animo del paziente e utilizzata attraverso protocolli professionali può anche essere curativa.

Immaginiamo ad esempio il beneficio che potrebbero avere i pazienti con fragilità mentale se potessero gestire in autonomia il proprio scenario, se potessero creare ogni volta un ambiente di diverso colore in base allo stato d’animo del momento.

Oppure scenari di luce dinamici per i reparti oncologici, in particolar modo per gli ambulatori dove i pazienti sostano per ore in attesa di terminare le lunghe cure: si potrebbe integrare la luce funzionale, necessaria ai medici per le visite e per avviare le cure, con una luce emozionale gestita direttamente dall’utente, sia in termini d’intensità che di colore della luce.

Ovviamente è anche importante avere un occhio di riguardo per gli operatori, in particolare per i locali destinati al loro riposo. Non meritano un po’ di benessere anche loro?

Per il futuro...

Siamo nel 2021, nel pieno dell'era dell'innovazione, quindi è ora di slegarsi dai concetti standard d’illuminazione come le luci centrali in fila nei corridoi e le distribuzioni simmetriche di pannelli LED nel resto degli ambienti.

La luce non si può fermare qui, non può più essere solo immaginata come luce funzionale calata dall’alto, esistono anche le riflessioni e gli effetti radenti sulle pareti, esistono soluzioni che possono trasformare la visione e la fruizione degli ambienti, il progetto illuminotecnico va necessariamente integrato con il progetto architettonico per una visione olistica.

È ora di ripensare gli spazi, serve qualità, serve un approccio trasversale, serve benessere e la luce è il primo mezzo per raggiungere questo obiettivo, la luce è vita, va progettata con consapevolezza.

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